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bacce77November 20 Siamo tutti ammastellatiMASTELLA: CONTRO GRILLO, VIE LEGALI
ROMA - Il ministro della Giustizia Clemente Mastella ha dato mandato ai suoi legali di "intraprendere le vie giudiziarie necessarie a tutelare la sua onorabilità a fronte degli attacchi gratuiti ed inaccettabili mossi nei suoi confronti" dal comico Beppe Grillo, intervenuto a Strasburgo con il pm di Catanzaro Luigi De Magistris, il magistrato che ha iscritto nel registro degli indagati Mastella e il premier Romano Prodi nell'ambito dell'inchiesta 'Why not'. "Il risarcimento dei danni richiesto - si legge in una nota dell'ufficio stampa dell'Udeur - sarà devoluto alle vittime delle mafie". L'attore genovese ieri aveva affermato, tra l'altro, che dare i fondi europei all'Italia è "come darli a Bokassa" e che i giudici italiani, quando intervengono, "vengono bloccati dal governo e dai partiti". Ma a mandare su tutte le furie Mastella é un'altra frase di Grillo, riportata da diversi quotidiani: "La magistratura è stata fermata dalla politica. Una volta, nel 1992, con Falcone e Borsellino si usava il tritolo. Oggi interviene direttamente il ministro della Giustizia".
October 03 Giustizia e la Legalità in CalabriaJuly 03 Vaffanculo DayL'8 settembre sarà il giorno del Vaffanculo day, o V-Day. Una via di mezzo tra il D-Day dello sbarco in Normandia e V come Vendetta. Si terrà sabato otto settembre nelle piazze d’Italia, per ricordare che dal 1943 non è cambiato niente. Ieri il re in fuga e la Nazione allo sbando, oggi politici blindati nei palazzi immersi in problemi “culturali”. Il V-Day sarà un giorno di informazione e di partecipazione popolare. Beppe Grillo June 14 Discorso sindacoCittadini, di Palomonti e di Contursi Termi e di...Oliveti Cetri, qui siamo tutti presente innanza tutt’a questo locale io vingrazio agli sposi e mio cognati che effettivamenti ci ha portati in questo locale che ha dato l’onore affettivamente al più ampie respivo che noi possiamo tutti testimoniare che veramente questo localo nunn’è ullllocalo come tutt gli altri raccontano meèllocale veramento severamente iggiusto che, affettivamente ci ha trattato, come verament come figlio dell’ingenito figlio...Vabbuon’? E allora cari cittadini, a noi a questo punto abbiamo ringraziare inanzitutto a tutt’il popolo che affettivamenti nciascoltato e nciascolta quali siano le più parole ampie respivo.....Vabben’? Cittatino, inanzitutto vi dico questo che noi affettivamento rentiamo prima al ll-localo che nciaosptato e quello chi cià portato...in questo punto...e allora a tutti,cari cittatini di Palomonte e di Contursi Termi e di Oliveti Cedro noi ringrazziamo prima iddio e poi agli uomini della volontà nostro che affettivamente hanne contribbuito qualo siano la più ambie respivo....di questo popolo...cari fratello, teng dirvi in coro noltro...che noi...siamo qui per fare una polemica affettivamende agli altri locali...Vabben’? Che noi siamo state trattate come fratelli di questo pundo...verament’ gggiusto edovere che non si seneritava che effettivament’ noi come facevano la polenica negli altri...degli altri fatti...Vabben’? Io so tutto, cari cittatini e ho scoltate bene la voce dei popoli comungue e in tutte le coso abbiamo costatato con le nostre veramente coscienzie dall’anima e dal popolo... Vabbuò? E allora aqquesta dobbiamo ammirare prima innanzitutt’a il localo...che a noi ci ha dato quelli chi noi c’abbiamo verament’ saziato da me il primo...me rivè...mi rento veramento conto che sio questo localo...Vabben’? E spera ca tutti voi cari cittatini e como ca...e come anco lo sposo le mie nipote la mia sorella e il mio cognato che appettivamento restaranno loro tranguill’ e ffelicità nella loro coscienza...(Voce del popolo: "nuncia fazz cchiu) Cari amici veramenti è questo che ia diche idichiaro inanzitutto al popolo che veramente è una cosa buona e giusta...edover’ di ringraziare a coloro che gi è venut’ e ngiaospitat’ in questo locale...eh...sissignore...Cari amici vingrazia al popolo e io sono IL ZIO DELLO SPOSO e vingrazia lo sposo e il popolo di Contursi Terme di Palomonte e affettivamenti di Oliveti Cetro che noi siam’affettivemente fiere di rientrar nella nostra famiglia com a tutti EGUALE EGUAGLIANZA DEL POPOLO! June 01 Senza ParolePOSTA PRIORITARIA
31 / 05 / 2007
Lettera a Indro Montanelli
Caro direttore,
sono quasi 6 anni che non ci sentiamo. Da quel 22 luglio 2001 quando, dopo avere speso gli ultimi respiri a mettere in guardia gli italiani dal virus Berlusconi, te ne volasti in cielo. Ora che sei in Paradiso, immagino che tu abbia di meglio da fare che occuparti dell’Italia: in 92 anni di vita, hai già dato. Ma qui succedono cose talmente strane che devo proprio raccontartele. Intanto Berlusconi non c’è più, al governo intendo. Ma non è che si noti molto. Anzi, forse torna. Il vaccino non ha funzionato. Ora c’è di nuovo Prodi, almeno fino a un paio di minuti fa. Si parla, tanto per cambiare, di crisi della politica. E in quel vuoto s’infilano indovina chi? Confindustria e Vaticano. Come diceva Totò, quando vedo un buco ci entro. Tu eri un laico risorgimentale a 24 carati, ma due papi, Roncalli e Woytjla, ti vollero conoscere perché eri molto rispettoso della religione. Un po’ meno dei preti e dei vescovi, quando s’impicciavano di politica. Dicevi: "Aborro i preti, esseri autoritari e prepotenti. Quando qualcuno mi dice che stiamo andando verso il fascismo, vorrei quasi rispondere:magari! Il fascismo è brutto, ma passa. Invece andiamo incontro a forme di vita clericale, anzi ci siamo dentro, perché non abbiam saputo amministrare il nostro libero esame. Abbiamo liquidato la coscienza, dandola in appalto al prete. Ecco dove nasce il più macroscopico difetto degli italiani: la mancanza di una coscienza morale. Non siamo religiosi: siamo cattolici per comodità, abitudine, tradizione, non per coscienza. Il problema di Dio gli italiani non se lo pongono. Perciò non siamo mai stati una Nazione: l’unico Stato che conosciamo è quello Pontificio".
Ecco, ci siamo dentro fino al collo. I cattolici liberali si sono estinti. Già tu rimpiangevi De Gasperi, "un democristiano che credeva in Dio e non aveva bisogno di fare il bigotto, forse perché era nato in Austria. In chiesa lui parlava con Dio, Andreotti col prete". Oggi con Dio ci parlano in pochi, persino tra i cardinali. In compenso tutti parlano con i preti e i cardinali. Ma anche con Andreotti, che ha 90 anni ma è sempre un bijou: è vivo e lotta insieme a noi. Il papa invece è cambiato: Woytjla non c’è più, ora c’è Ratzinger. Quando dice no alle coppie di fatto, si mettono tutti sull’attenti. Quando invece dice che il capitalismo non è meglio del socialismo, e bisogna salvaguardare l’occupazione, privilegiare i poveri, difendere l’ambiente da uno sviluppo scriteriato, parlan d’altro. Un giorno ha detto che bisogna cacciare i corrotti dalla politica, e lì anche i politici più bigotti son diventati anticlericali: come si permette di impicciarsi?
Ti parlo dallo studio di Santoro, che è tornato in tv dopo 5 anni di riposo: l’ultima volta che in Rai si sentì la tua voce fu da Biagi e da Santoro, poi entrambi i programmi furono chiusi. Stiamo per trasmettere un reportage della Bbc sulla pedofilia nel clero, già visto su internet da 100 milioni di persone nel mondo e 3-4 milioni in Italia. Mi dirai: dov’è il problema, già ai miei tempi tutti volevano una Rai modello Bbc. Appunto: visto cosa fa la Bbc, gli è passata la voglia. Persino la Cei ha detto: "Nessuna censura, discutiamo pure con equilibrio". La censura la invocano i politici e alcuni consiglieri Rai, che sono più papisti del papa. C’è un tale Landolfi, lo stesso capo della Vigilanza che nel 2001 ti accusò di "linciare Berlusconi" per la tua intervista a Biagi e invitò Ciampi a "ridare dignità al servizio pubblico": 10 giorni fa già sapeva che avremmo "imbastito un processo mediatico contro la Chiesa": una specie di Nostradamus. E ha aggiunto: "Non sono queste le finalità del servizio pubblico, non è per questo che i cittadini pagano il canone". Li ha interpellati lui uno per uno, al telefono. Poi c’è Fassino, che era comunista ma ha studiato dai gesuiti: ora parla come don Abbondio, ci invita al "massimo equilibrio e prudenza". Fini annuncia addirittura in tv che il programma non andrà mai in onda: gliel’ha detto in sogno l’arcangelo Gabriele, ma era un imitatore: infatti siamo in onda. Casini chiede un programma riparatore che racconti tutto il bene che fa la Chiesa nel mondo. Potrebbe chiedere ai suoi uomini alla Rai, che sono un po’ più di quelli che aveva la Dc con il decuplo dei voti; o a Buttiglione, che ha mezza famiglia in Rai e l’altra mezza a Mediaset; invece chiede a noi. Tu dirai: che c’entrano i politici con la libera informazione? Da quando i giornalisti prendono ordini dai segretari di partito? Ecco, il problema è che ormai non se lo domanda più nessuno. È tutto normale. I politici non s’accontentano di lottizzare la Rai: vogliono fare i palinsesti e i critici televisivi; prima o poi condurranno programmi e si intervisteranno da soli. Giuliano Ferrara, che avevi lasciato ateo e che ora è rimasto ateo ma è diventato clericale, dice che il reportage Bbc è "una schifezza". E lui è un intenditore del ramo. C’è perfino chi pretendeva che mostrassimo in anticipo all’editore "una scaletta sicura" per decidere se mandarci in onda o no. Come se l’amministratore della Fiat Marchionne volesse leggere gli articoli della Stampa o De Benedetti quelli di Repubblica, prima di stampare i giornali. Anche questo è passato sotto silenzio, come cosa normale. La nostra categoria non ha brillato, ma questa per te non è una novità: già 30 anni fa scrivevi che "il giornalismo italiano è servo per vecchia abitudine: i potenti vogliono il monumento equestre e il piedistallo, e noi glielo diamo". Non ti dico gl’intellettuali sedicenti liberali: tutti zitti, o addirittura solidali coi censori. Sono quelli che tu definivi "una grossa camorra al servizio di ogni potere". L’altro giorno, rileggendo i tuoi ultimi articoli, m’è capitata una lettera a Franco Modigliani, Nobel dell’Economia: "Dopo tanti secoli che la pratichiamo, dietro l’esempio e sotto il magistero di nostra Santa Madre Chiesa,
ineguagliabile maestra d’indulgenze, perdoni e condoni, noi italiani siamo riusciti a corrompere anche la corruzione e a stabilire con essa il rapporto di pacifica convivenza che alcuni popoli africani hanno stabilito con la sifilide, diventata nel loro sangue un’afflizioncella di ordine genetico senza più gravi controindicazioni... Un popolo italiano consapevole della propria identità e ben deciso a difenderla, non c’è. E non c’è perché, nei secoli in cui questa coscienza nazionale maturava nel resto dell’Occidente, in Italia veniva soffocata da una Chiesa timorosa che il ‘cittadino’ soppiantasse il ‘fedele’ e creasse un potere temporale laico contrapposto al suo". Questo scrivevi sulla prima pagina del Corriere fino a 6 anni fa. Oggi passeresti per un nemico della fede, della famiglia, dell’Occidente, forse per un fiancheggiatore di Al Qaeda. Non è che potresti prenderti una libera uscita e tornare giù da noi per un paio di giorni? Ci manchi tanto, e non sai quanto. Ciao, direttore.
Marco Travaglio |
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